L'edificio che ospita la Locanda Divinis ha una storia molto più lunga della nostra. Raccontarla non è un vezzo: spiega perché certe camere hanno i mattoni a vista, perché i soffitti hanno le travi, e perché questa casa ha un carattere che non si costruisce in un cantiere.
Il convento dei Frati del Carmelo
La struttura presiedeva all'interno del convento dei Frati del Sacro Ordine del Carmelo, un luogo di silenzio e preghiera nel cuore del Veneto. Il monastero cessò la sua esistenza nel Settecento e in parte l'edificio fu distrutto durante la prima guerra mondiale.
I rifugi sotterranei
Nei sotterranei della Locanda, che portavano alla Chiesa di San Vito Martire — tuttora esistente e accessibile — si rifugiava il popolo con le proprie risorse alimentari per sfuggire agli attacchi di «Pippo», il soprannome con cui gli abitanti ricordano l'aereo che volava al tramonto bombardando la ferrovia.
Giovanni e Antonella
Negli anni Settanta Giovanni Nardantonio, dopo aver frequentato l'Istituto Alberghiero nel seminario di Rieti, attratto dalla città di Verona, decise di sostare durante uno dei suoi soggiorni di lavoro a Cerea. Incontrò Antonella: lei aveva diciassette anni, lui diciannove.
Fra le difficoltà di seguire i propri sogni, la loro complicità — cresciuta nell'artigianalità, nella cucina e nel buon vino — li ha uniti superando negli anni le prove della vita. È da lì che nasce tutto il resto.
Oggi
La famiglia Nardantonio ha riportato a nuova luce la struttura che ospita la Locanda Divinis, creando un posto in cui l'ospitalità incontra la storia del territorio. La gestione è di Melania Nardantonio.
Verifica la disponibilità
Camere con bagno privato, ristorante interno e parcheggio privato gratuito a Cerea, sulla SS434. Scriveteci con le vostre date: rispondiamo entro poche ore.